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"L'ANNO CHE VA VIA" IL 2018, COSA CI HA DATO E SOPRATTUTTO COSA CI HA PORTATO VIA?

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alt di Donato Liotto - Anche quest’anno sta per terminare, e a breve ci attende un lungo periodo di festività: Natale, capodanno ed Epifania, e poi, come si suol dire: con “l’Epifania tutte le feste vanno via.” Detto ciò, cosa ci resta di questo 2018 che sta per terminare, cosa abbiamo fatto di buono o di brutto, cosa abbiamo ricevuto e cosa abbiamo dato? Tante domande, e ciascuno di voi, cari amici lettori, ha le proprie risposte da dare e da darsi, tante risposte che potrebbero assomigliarsi, altri invece non avranno risposte, e pur avendole cercate non sono riusciti a trovarle. Noi possiamo solo provare ad immaginarle. Il 2018, ci ha portato tante cose, emozioni, passioni, dolori, riflessioni su tanti eventi, che nel corso di dodici mesi si sono susseguiti. Eventi, che coinvolgono tutti, ma a noi ci piace pensare agli eventi che hanno in un modo o in un altro segnato la vostra e nostra vita. C’è chi ha lottato a causa della perdita del lavoro, uomini e donne che si sono ritrovati in mezzo ad una strada e hanno dovuto di punto in bianco reinventarsi una vita, si inizia a combattere per arrivare a fine mese, tante innumerevoli ingiustizie, non si contano, e conseguente perdita di dignità, già, perché per chi perde il lavoro dopo anni di sacrifici, la prima cosa che ne consegue, è la dignità calpestata. Persone che vengono messe in un angolo, lottano per difendere i propri diritti ""/ fino allo stremo, alcuni si arrendono, molti purtroppo preferiscono suicidarsi, una tragedia nella tragedia che segna per sempre i familiari di questi ultimi, che commettono l’estremo gesto di togliersi la vita. Persone che conducono vite serene e improvvisamente scoprono di avere una malattia, loro sono impauriti, non sanno a chi rivolgersi, loro in silenzio iniziano a decidere, a pensare al futuro, lo sanno bene, forse per loro non ci sarà un futuro. Allora pensano al presente, al momento che stanno vivendo, alcuni hanno il coraggio di dirlo ai propri cari, si cerca un conforto, un aiuto, altri tacciano perché non vogliono far soffrire i propri cari. Forse, anzi ne siamo certi: è sbagliato fare così, la forza di lottare il male, la forza di cercare di guarire, oltre alle cure dei medici, bisogna cercala attraverso gli affetti. L’amore di una moglie, di una mamma, di un padre e dei figli rappresenta una grande energia positiva per chi si accinge a vivere momenti duri a causa di un male, che senza bussare e senza preavviso li ha colpiti. A loro, a queste persone, quest’ anno non gli ha portato nulla di buono, però c’è la speranza, la voglia di vivere e l’amore delle famiglie ecco forse qualcuno grazie a questo amore immenso e alla forza della Fede in Dio potrà farcela e salvarsi. Una gioia immensa è accaduta nella vita di tanti genitori in questo 2018, la nascita di un figlio, una gioia senza pari, che cambia completamente la vita di giovani genitori, loro non lo sanno ancora, ma la nascita di un figlio è un miracolo che può davvero cambiare la loro vita, e come tale va vissuta giorno dopo giorno, vedranno questo loro figlio crescere nell’amore di una famiglia unita e serena. Certo, ci saranno anche tante ansie e preoccupazioni, ma un figlio è anche questo: una e mille gioie ed in altri casi potrebbero essere tanti dolori. Non mollare, lottare, dare amore e difendere a spada tratta i propri figli, ecco la missione da fare nella vita di un genitore. Un figlio quando è cresciuto ed è grande, per un genitore resterà sempre nu piccerille. Un genitore, per un figlio grande, dovrebbe essere sempre il suo punto di riferimento, la vita è una ruota, ed in questi casi i figli diventano i genitori e i genitori ormai anziani sono figli. E poi come non dimenticare loro, i “nuovi poveri” gente comune, a loro la vita ha tolto tutto e continuerà a togliere e un dato certo questo eccolo: In Italia, ci sono due milioni e settecento mila italiani costretti a ricorrere alla mensa per i poveri. È un dato choc quello che arriva dalla Coldiretti, che ha presentato poco tempo fa a Torino il suo rapporto “La povertà alimentare e lo spreco in Italia”. Le categorie degli indigenti sono tradotti in numeri che fanno pensare : 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200 mila anziani sopra i 65 anni e circa 100 mila senza fissa dimora. Un anno che volge a termine, un 2018 che se ne va, ed ecco l’anno nuovo che verrà, lo attendiamo, lo aspettiamo, e speriamo per tutti noi che sia davvero un anno buono. La vita è un miracolo, ogni giorno è un dono, alla fine questo conta e tutto si supera, tenitele sempe a mente sta cosa c’à! Vi auguriamo buone feste e soprattutto una buona vita.


 




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