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New Dreams: "2 GIORNI SENZA ACQUA MA C'E' CHI STA PEGGIO DI NOI!

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alt di Donato Liotto - Ebbene, "finalmente" tra poche ore scatta l’ora “X”! Venerdi, 11 novembre 2016, tutti gli aversani e, comuni limitrofi, (ma non tutti) rimarranno senza acqua. Ora la domanda nasce spontanea: Conviene lavarsi domattina presto (venerdi) o, durante l’ora di pranzo? Si, perché, più tardi ti lavi e, più si arriva “profumati” e freschi alla riapertura dei rubinetti prevista per domenica 13 novembre. Nelle case, già si è corso ai ripari, vasche da bagno, bacinelle, secchi, bottiglie di plastica, taniche , alcuni, visto che, di contenitori non se ne trovano più, si son dovuti arrangiare comprando i pappagalli (di quelli usati per persone sofferenti bloccate nei letti.)Tutta la mia solidarietà, ovviamente, a chi sta soffrendo in un letto. Altri, invece,si sono attrezzati con cisterne fatte in casa, collegate direttamente ai punti nevralgici della casa: in primis, nei bagni, i tubi partono dal piano di sopra, affinchè si possa produrre un effetto “cascata” tale da spingere con efficacia nelle fogne, le nostre prelibate delizie dette anche “esportazioni”. Io, la scena la immagino e, con esagerazione ma, certamente non discostante dalla realtà. Quello che accadrà in questi due giorni di “siccità forzata” ci riporterà, (almeno me lo auguro) con la mente, a fare dei paragoni con gente del “Terzo Mondo,” popoli, tra l’altro, abituati a stare senza acqua e, questa gente, per procurarsela, macinano chilometri a piedi per raggiungere un pozzo. "Una goccia d'acqua, per questa gente, vale più del petrolio" mi diceva un mio caro amico sacerdote. Noi, invece, ci toccherà fare la spola, se occorre, con le cisterne messe a disposizione della Protezione Civile, dicono, sul piazzale della stazione. Non era meglio "avvasce a scesa" (P.V.Emanuele Aversa) direttamente nella fontana? Bastava pulirla, era una buona occasione per farlo, la si riempiva, chiaro sto scherzando, però avrebbe fatto comodo a qualcuno schiaccuarsi la faccia, se lo fai con l’acqua che c’è ora, rimani segnato a vita, e peggio dell’acido. Sto andando fuori tema, dunque, dicevo, sicuramente saranno due giorni di disagio, sicuramente non ci siamo abituati, sicuramente siamo alt un popolo che, non è allenato a cotanta sofferenze e, a queste emergenze. Emergenze? Pensiamo ai terremotati dell’Umbria e delle Marche, proviamo a metterci nei loro panni, ai disagi che stanno vivendo, alle molteplici mancanze che stanno sopportando: senza casa, senza abiti, senza soldi, senza nulla! Noi ci lamentiamo sempre, forse anche a ragione, però: se si è deciso di sistemare i tubi delle acquedotto, se non è stato pianificato l’intervento da parte della Regione Campania e, se, la Regione Campania, non ci ha avvisato un anno prima, affinchè ci si poteva preparare psicologicamente al funesto evento embè? Secondo voi, quando arriva il terremoto e, ti toglie tutto, mica ti avvisa? Certamente, no che non ti avvisa! Faremo un po’ di sana riflessione su quello che abbiamo in questi due giorni, sul nostro benessere, e ci porremo solo una domanda: due giorni senza acqua e, ci sembra sia capitata la fine del mondo, ma i popoli dell’Africa, gli emigranti che arrivano in Italia e, soprattutto i nostri cari amici delle terre distrutte dal terremoto, come faranno a sopravvivere. Ora consentitemi di chiudere e concludere con questo ultimo pensiero: Noi ci lamentiamo sempre, ricordiamoci che c’è chi sta peggio di noi! E che cazze..sono solo due giorni! Ops..scusate il mio francesismo ma, quanne c’è vò..c’è vò!


 




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