Associazione New Dreams

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

New Dreams - AL CAPEZZALE DI CHI SOFFRE UNA PARTE DI NOI VA VIA CON LUI.

E-mail Stampa PDF
Questo articolo è stato letto: 2270 volte
alt di Donato Liotto - La mia riflessione di oggi, è seria ed è la seguente: Se una persona cara sta male ed è afflitta purtroppo da un male che non lascia nessuna speranza è naturale ed è normale continuare a curarlo, ascoltare medici, sperare, sperare fino alla fine. Si potrebbe fare altrimenti? Una domanda alla quale è assai difficile rispondere, ogni “caso” ha una sua “storia,” un suo decorso, ciascuno di noi, se si trovasse in una situazione del genere e, ne sono certissimo, tenterebbe, farebbe qualsiasi cosa, non si arrenderebbe mai, e oltre alla medicina, a sostenerci, sicuramente ci sarebbe la fede, la preghiera. In questi casi, ci aiuterebbero a infonderci una seppur labile speranza, e darci una forza che solo in questi casi tiriamo fuori e che scopriamo di avere. Ci attendono giornate, mesi tremendi. Come vogliamo definirla questa cosa? Accanimento terapeutico forse, e, dico forse. Immaginiamo una situazione dove un nostro caro si dibatte sul letto tra atroci dolori, intorno a lui, o lei, le persone care: Mogli, madri, figli, nipoti, ecco, facile da intuire, in una situazione del genere è sovrana l’impotenza di non poterci fare più nulla e allo stesso tempo, si spera, si spera sempre fino all’ultimo. Chi soffre è consapevole del suo stato, sa che sta finendo, e in alcuni momenti di lucidità ci guarda con occhi tristi e colmi di lacrime. Non sono lacrime dovute al male che lo affligge, sono lacrime di rimpianti, di nostalgia, in quanto sa che non vedrà più le persone amate, lui vorrebbe restare con noi ancora un po’! Chi soffre patologie terminali, non si arrende mai, lotta con tutto se stesso, anche noi che lo accudiamo facciamo lo stesso, non ci arrendiamo, non vogliamo accettare la realtà e inconsapevolmente ci trasciniamo giorno dopo giorno nella sofferenza del nostro caro ammalato, la viviamo, la sentiamo dentro di noi. Notti intere al suo capezzale, preghiamo Dio che avvenga un miracolo, un miracolo che non avverrà di certo, ma preghiamo e continuiamo a restare vicino al nostro amato/a gli prendiamo la mano, l’accarezziamo, asciughiamo le sue piaghe e il suo sudore. Sono momenti questi che, purtroppo dolente o nolente, nella nostra vita dovremo affrontare e viverli. Una persona cara sta morendo, e noi con lui, uno spaccato di vita nostra che sta finendo, non ci sembra vero eppure sta succedendo proprio a noi! Un medico, un infermiere, cambia la flebo, entra nella stanza del “dolore” noi li, a guardarlo, pendiamo dalle sue labbra, inconsciamente aspettiamo una sua parola di speranza, sappiamo bene che è finita, ma siamo li, in trepida attesa, ci guadiamo in faccia in un silenzio assordante, tutti li presenti al capezzale del nostro caro, e sempre in rigoroso silenzio, con dignità, abbiamo compreso che non c’è nulla da fare. Con garbo il medico usa termini e parole comprensibili, egli capisce il nostro dolore e sa confortarci. Altri, forse, usano modi crudi, sono abituati a queste situazioni, non ci fanno caso, dimenticano che stanno parlando di una persona che amiamo, e in questo caso ci fanno ancora più male! Gli ammalati lottano fino all’ultimo, hanno un cuore di ferro, indistruttibile, il corpo non li sorregge più ormai è quasi spento, il cuore, quel loro grande cuore invece, lotta, combatte, sapendo che è la sua ultima battaglia, la perderà questa volta. Lui, quel cuore malandato, lo sa bene, ma lotta lo stesso strenuamente, non vuole abbandonare chi ama. Questa mia “riflessione” chiamatela come volete, nasce e non a caso, ve la propongo ben consapevole che oggi è domenica. Le famiglie si riuniscono intorno a un tavolo per pranzare e, pensano solo a rilassarsi e a condividere momenti belli. Oggi, forse , qualche famiglia non festeggerà,, non condividerà la gioia si stare tutti assieme, oggi, in qualche famiglia, una persona cara è finita. Questo è il tempo di piangere per loro e di pensare alla vita che viviamo e a chi ci sta a cuore. Oggi dedico a queste persone queste mie parole e dico loro che chi ci lascia non morirà mai sarà sempre presente nei nostri pensieri e negli insegnamenti che ci ha lasciato. Ci vuole coraggio, davvero tanto coraggio per sopravvivere a chi ci ha amato e purtroppo è dovuto andare via da noi!


 




ALTRE NOTIZIE NEW DREAMS


Realizzato da: Net Enjoy IT Service - 2010 - Mappa del sito