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New Dreams - TERRA MIA - Ora "Terra dei Fuochi" - Aziende agricole intanto muoiono.

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di Donato Liotto – alt Rigorosamente prodotto in “Terra di lavoro”..ai più meglio conosciuta come “terra dei fuochi”. Difatti, i nostri prodotti agricoli, coltivati e provenienti da queste terre (Provincie di Napoli e Caserta) ai più sfugge o “potrebbe” sfuggire che, dietro a un’intera produzione legata a tanti prodotti rinomati della nostra Campania Felix, ci sono migliaia di aziende agricole, di persone serie che con operosità, rispettosa delle leggi, producono tanto e, negli ultimi tempi, ed è il caso di usare un gioco di parole “raccolgono poco. La Terra dei fuochi è balzata all’onore delle cronache, sia Nazionali e fuori dai nostri confini italici. La salute pubblica è al primo posto, tanti ne parlano, tanti sapevano, tanti sono diventati “paladini” di un territorio martoriato. Fin qui, condividere e appoggiare, sostenere queste cose è assolutamente doveroso. Eppure, tanti, e sicuramente parliamo di chi, vive fuori dalla Campania, prima di comprare un prodotto chiede se è proveniente dalle nostre zone e, nell’ignoranza collettiva, e va detto non è colpa loro, pochi si salvano, declinano l’offerta dicendo no grazie, non alt consumiamo, ne compriamo, i prodotti che vengono dalla Terra dei Fuochi. Non bisogna generalizzare, bisogna fare dei distingui e far sapere all’opinione pubblica che, la terra dei fuochi è un termine coniato e forse pure azzeccato per definire una tragedia che fortunatamente non ha investito tutti i terreni della Campania. Usare una grande cassa di risonanza ma, all’incontrario, e mi spiego, tutti quelli che hanno “sposato” questa causa e, appaiono sui media, sui giornali etc. informassero l’opinione pubblica che, esistono migliaia di persone che lavorano nella cosi detta Terra dei Fuochi , aziende sul lastrico che, nulla hanno a che vedere con terreni inquinati e che, i loro prodotti sono testati e genuini ed è dimostrato dalle tante analisi effettuate, è stato anche detto di comprare senza problemi i nostri prodotti . Forse qualcuno lo dice questo, forse qualcuno lo sa, ma è troppo poco, i tanti “paladini” che appaiono sui media, parlano solo degli aspetti negativi legati alla terra dei fuochi, e fin qui va bene. Peccato che, talvolta, la smania di apparire, fa loro dimenticare quest’altro importante aspetto. La Campania sta prendendo mazzate a non finire. Bisogna che si diano informazioni dettagliate, bisogna approfittare della grande visibilità negativa scaturita dalla terra dei fuochi e trasformarla in positiva, almeno, per quanto concerne i nostri prodotti agricoli. Per l’opinione pubblica tutto quello che proviene dalla terra dei fuochi è avvelenato. Anche questo è un dramma, e oltre a quello dei terreni avvelenati, aumento dei tumori etc. si potrebbe aggiungere anche la lenta agonia di tante aziende agricole. Dedicare servizi giornalistici, articoli, servizi nelle Tv di Stato e locali, utilizzare tutte le persone che hanno abbracciato questa causa e, farli divenire al contempo “difensori e paladini” anche e perché no, dei nostri prodotti. E’ vero, c’è la crisi, e anche questo incide, con il “termine” terra dei fuochi” quel poco di buono e positivo che c’è nella nostra Campania, ora è andato a farsi benedire. Non mi sono voluto mai interessare di questo annoso problema, tanti, troppi, hanno sposato questa causa. La mia, è solo una riflessione, e spero sia raccolta da chi, si pone davanti ad una telecamera e finalmente si ricordi che, la terra dei fuochi è anche terra di tante cose positive. Sicuramente qualcuno ci "marcia" con speculazioni commerciali atte a denigrare i nostri prodotti e sicuramente, e questo, è il mio pensiero, un' all'armismo che, a questo punto, non può essere più tollerato. alt Giusto per ricordarlo allego una “Nota delle Regione Campania,” - LA PRODUZIONE – «La Campania, ha una superficie agricola totale di oltre 700mila ettari e l'agroalimentare produce un fatturato di circa 5 miliardi di euro all'anno - sottolinea - Questa produzione viene realizzata in quasi tutti i 551 comuni della Campania, ivi inclusi i 77 appartenenti al Sin (Sito di interesse nazionale) Litorale Flegreo e Agro Aversano, che unitamente alla città di Napoli sono noti, appunto, come Terra dei fuochi. Comuni, peraltro, fortemente antropizzati che rappresentano solo il 14% del totale, mentre, invece, l'Area Vasta di Giugliano, con i suoi circa 2.200 ettari, rappresenta solo lo 0,3% della Superficie agricola totale. D'altra parte, anche i dati in possesso dell'Istituto superiore della sanità evidenziano che, in quelle aree come la Vasta di Giugliano, non è stato riscontrata, sui prodotti agricoli esaminati, alcuna evidenza scientifica che possa giustificare l'allarmismo.


 




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