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New Dreams - La storia di "Una Mano Tesa" edizione del 2005 iniziammo cosi..

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alt di Donato Liotto - C’è sempre un “filo” condutture che ci spinge a fare cose che mai avremmo pensato di fare. La storia di questa manifestazione è legata al ricordo di mio padre e a quanti hanno lanciato e lanciano il loro grido di aiuto, silenzioso e ricco di dignità, chiedono aiuto, solo un piccolo aiuto. Tante le cause: per chi ha sofferto a e soffre a causa di malattie, situazioni economiche disagiate, indifferenza delle persone che, tante, troppe volte, girano lo sguardo e fanno finta di non vedere e non sentire. Attraverso queste iniziative, anche sono piccola cosa, davanti a tanta sofferenza e menefreghismo di tante persone che sono in minoranza fortunatamente, era giusto fare qualcosa. Un piccolo sassolino lanciato nel grande oceano della solidarietà. Nasceva nel 2005 “Una Mano Tesa”. Tanti dicevano chi te lo fa fare? A tanti, abbiamo risposto con i fatti e abbiamo loro “insegnato” che tendere una mano a chi ha bisogno ci migliora dentro e ci rende sicuramente altmeno egoisti. Iniziammo così: Era il 2004 e dopo aver visto in giro e in una vita intera, tanta gente che chiedeva un aiuto, anche per piccole cose, pensai di realizzare un evento da svolgersi in un'unica serata. Un evento che non mirava a grandi risultati ma, solo ad attirare l’attenzione dei “distratti” e al contempo offrire loro uno spettacolo dove l’arte, il teatro si fondevano e si univano sopra al palcoscenico, il palcoscenico della solidarietà, lei la vera protagonista della manifestazione. Grazie agli amici del Gruppo Teatrale Team Teatro Amico di Casoria capeggiato dall’amico attore e regista Rosario Pecora, grazie alla parrocchia di San Nicola in Aversa, grazie a don Pietro Paolo Pellegrino che, volle affiancarci in questa avventura, entrò in scena "Una Mano Tesa". La prima edizione fu dedicata per la raccolta fondi sostegno delle Suore della Carità di San Vincenzo de Paoli per le missioni nel su Est Asiatico. In quel periodo ricorderete, ci fu lo tsunami, le suore, erano veri Angeli, che volavano verso quelle lontane terre per aiutare popolazioni di disperati che avevano alt perso tutto. In quel periodo ricordo, assistevo mio padre in ospedale, in quei giorni, quanta sofferenza vedevo nelle corsie dell’ospedale Monaldi di Napoli. Mi recavo ogni minuto, e ogni occasione era buona per me, per stare al capezzale di mio padre. Nella stanza dove era ricoverato, come lui, altri ammalati gravi. Gli tenevo compagnia,raccontavo loro qualche storia, c’era armonia nella stanza intrisa da tanta sofferenza, ma sui volti degli ammalati un sorriso non mancava mai. Questo accadeva ogni giorno e fino a tarda sera. Ritornavo il giorno dopo, e ancora, il giorno dopo, e questo per circa un mese, trascorrevano i giorni e mano mano qualche letto in quella stanza d'ospedale, in quella stanza come tante, dove vedi morire, soffrire, persone care, e con loro i parenti che si lacerano nella speranza che guariscano. Il letto, dicevo, si liberava e risultava vuoto, e non perché era stato dimesso qualcuno ma, perché era finito. Ogni giorno, percorrevo la strada che mi portava all’ospedale con l’ansia di trovare il letto di mio padre vuoto. Cosa che purtroppo avvenne poco tempo dopo. Qualcosa in me era cambiato e volevo fortemente fare qualcosa ma non sapevo cosa? Era un periodo strano per me, alcuni amici per farmi distrarre, mi invitarono a una serata teatrale a Casoria, dove si esibiva una compagnia teatrale di straordinari attori amatoriali , si chiamavano Team Teatro Amico. Conoscevo il regista, era ed è un mio caro amico, si chiama Rosario Pecora. La serata di Casoria era stata realizzata per scopi benefici, la sala era stracolma di persone. Fu un evento emozionante. A fine rappresentazione, lo ricordo bene, mi rivolsi agli attori che, ancora sul palco, avevano terminato la rappresentazione teatrale e dissi loro che, l’evento svolto a Casoria lo avremmo ripetuto ad Aversa. Mi guardarono quasi perplessi e con non pochi dubbi. Poco tempo dopo, ne parlai con il mio caro amico parroco don Pietropaolo Pellegrino della parrocchia di San Nicola in Aversa , il quale subito accettò sostenendomi . In quel periodo coinvolsi tanti amici, ero certo, avremmo fatto un’unica serata. Fu don Pietro Paolo a indicarmi alt a chi dedicare la serata e mi consigliò di aiutare le vittime dello tsunami e aiutare le suore che andavano in missione in quel luogo lontano del Sud Est Asiatico. Cinque mesi dopo, al teatro Cimarosa di Aversa, si svolse la prima edizione di “Una Mano Tesa” con la compagnia Team teatro amico di Casoria. Tanti ospiti illustri tra cui l’amico don Pietropalo. Un sindaco visibilmente emozionato salì sul palco a fine rappresentazione, e spese parole di grande incoraggiamento spronandomi a continuare, quel sindaco era ed è, il mio caro amico Domenico Ciaramella. Con lui, l’allora assessore Nicola De Chiara, e un emozionatissimo Giovanni Spezzaferri, amico d’infanzia, il quale era fresco presidente dell’Aversa Normanna, quella, in assoluto, la sua prima apparizione pubblica come presidente alt dell’Aversa Normanna. Il teatro era gremito, lo spettacolo fu un vero successo. Nacque così l’evento (unico) “Una Mano Tesa” Si chiuse il sipario e dissi a tutti che era stata dura ma,eravamo soddisfatti. Fortuna che era solo una serata (ripetevo all’epoca tra me).Voi ci credete? Detto tra noi neppure io! Alla prossima puntata con l’edizione del 2006.


 




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