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Arti e mestieri che scompaiono, “O’ Tagliatore” la sua una vera e propria arte.

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alt di Donato Liotto - Le arti e i mestieri nel loro svolgersi e questo, nell’arco di decenni, col tempo e con l’avanzare della tecnologia vanno man mano scomparendo. Eppure le tradizioni di determinate attività hanno un valore “culturale” rilevante, soprattutto se poi, le generazioni presenti e future ne venissero a conoscenza e tramandato loro i segreti di queste “arti”. Siamo certi, questo potrebbe rappresentare un modo per rendere “onore” a tanti artigiani che, con le loro mani, hanno forgiato vere e proprie “opere d’arti.” Tanto tempo fa ma, ancora oggi fortunatamente, ci sono nel settore delle calzature tanti artigiani bravissimi, tra qui spicca la figura del Tagliatore di pelli. Per chi conosce bene l’indotto calzaturiero saprà senza alcun dubbio che, questa è una figura importantissima nel contesto di un calzaturificio. Anni fa, questi “artisti del pellame” li notavi subito entrando nelle tante botteghe calzaturiere disseminate nelle stradine di Aversa e dintorni. Loro, i “Tagliatori” li vedevi che erano intenti e stando sempre all’impiedi e questo, per una giornata intera a lavorare. Giornate lunghissime all’epoca, si iniziava di buon mattino e, fino a sera tardi, erano ancora li davanti al loro banco. Un banco, quello del Tagliatore di pelli, dove sopra veniva apposto un foglio di zingo e sul quale poi si appoggiava la pelle da tagliare. Strumento importantissimo era la “Molletta” sempre affilatissima, tanto da fare invidia ai migliori bisturi che, comunemente vengono utilizzati nelle sale operatorie. Poi c’èra l’Acciarino, anche questo, strumento vitale per il Tagliatore. Con esso si affilava la “Molletta” e la si appoggiava sulla pelle da tagliare. La vedevi scorrere con mano ferma. L’Arista Tagliatore, già, davvero un vero artista! Faceva scorreva lungo i bordi dei “modelli in cartone,” il “suo bisturi tagliente”. “E Muriell” così venivano chiamati, erano di variegate forme, ciascuno era un “componente” un “puzzle” che poi, assemblato e cucito a dovere dalle “Orlatrici” creava la scarpe vere artigianali Aversane. Decine di dozzine venivano tagliate per la fine della giornata. Giornate faticose ma ricche di soddisfazione. “O’Tagliatore” amava il suo lavoro. Si faceva attenzione soprattutto a non sprecare la pelle e, con metodologia maniacale, il Tagliatore, faceva attenzione nell’utilizzare le parti migliori della pelle. Occorreva ovviamente grande esperienza, era vitale questo aspetto a far si che, ne uscisse un prodotto di qualità. La scarpe iniziano a nascere anzi, iniziavano a nascere dalle loro mani e soprattutto dai loro occhi. Oggi ci sono le Presse o Tranche, le quali, sempre sotto l’occhio vigile e attento di esperti tranciatori , continuano la tradizione ma, permetteteci di dire che, quando c’era il Tagliatore era tutt nata cosa. Mestieri e arti questi, che vanno scomparendo ed è un vero peccato. Non perdiamo questi valori che fondono le loro radici nelle nostre tradizioni e nel vero artigianato aversano. O’ Tagliatore un pezzo di storia della vera scarpa artigianale aversana.


 




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