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New Dreams: "DUE PILLOLE DI STORIA NOSTRA" (Davvero due brutte storie!)

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altalt - Scritto da Donato Liotto il 29 settembre del 2012 - Certe volte, vanno fatte alcune riflessioni su quello che ci circonda o che vediamo durante la nostra vita. Di cose viste, siano esse negative o positive, c’è ne sono tante, davvero difficile scegliere un argomento e porlo all’attenzione. Se si scegliesse qualcosa che, riguardi il “nostro territorio”, bisognerebbe stabilire prima se, dare priorità a problematiche legate alla cultura, al turismo, al commercio. Poi, nel dubbio? Si pensa allora, di scegliere un argomento di forte impatto sociale, anche qui, difficile davvero scegliere. Ma forse, due “pillole” una legata al territorio, ai nostri monumenti, e una legata alle persone, persone che vivono una vita sulle soglie della poverta riesco a trovarle. La prima “pillola” riguarda lo storico Ex convento dei Cappuccini dietro all’ ippodromo di Aversa. Un complesso storico di grande rilevanza artistica, un “sito” che, potrebbe essere recuperato e darlo alla città. Mi sono recato sul posto, ho scattato qualche foto, nel mentre, ho calpestato cumuli di immondizia e di amianto. E’ così! A piedi della facciata della chiesa questo c’è! Vedere secoli di “storia nostra”, nel totale abbandono e nel degrado assoluto, a pochi passi dal centro residenziale di Aversa sud è davvero un paradosso. Oltre ai rischi che, può comportare per la salute pubblica i cumuli di amianto bruciato e accatastato lungo questo convento. Rovine, muri che si reggono in piedi per miracolo, attendono da troppo tempo che, qualcuno se ne occupi. Speranza vana. Resteranno per sempre così. Altra pillola , alt riguarda le persone, nei giorni scorsi quanti di noi, hanno letto e son venuti a conoscenza di una storia di profondo degrado sociale, di una famiglia che, vive in auto, proprio davanti al Parco Pozzi nel centro cittadino. La storia è uguale a tante altre, troppe storie di persone che, vivono nel totale abbandono, e ai margini di una società “distratta” una società che, fa finta di nulla. Persone queste, che attendono affinché qualcuno, si accorga finalmente di loro. Non vogliono diventare “fenomeno da baraccone”, loro chiedono solo una casa, quattro mura dove poter accogliere i loro bambini. Anche qui, ai piedi “del Parco Pozzi” davanti all’ingresso principale in via Roma, una storia di degrado, solo che, questa volta, sono persone a chiedere “attenzione ed aiuto.” Due pillole, due storie simili tra loro, la similitudine è altquesta, mi spiace dirlo, ma per ora, credo e penso non sia il caso e non voglio parlare di cose “effimere” futili e che, lasciano spazio solo a banali riflessioni. Osservate le immagini, fate un confronto, scoprirete che, in fondo sono simili, si somigliano. Due pillole di storia nostra simili, davvero simili tra loro. Questa "nostra storia" chiede pari dignità! Il convento ci "appartiene, così come dovrebbero "appartenerci" e far diventare "nostre" le problematiche delle persone che gridano aiuto con dignità.


 




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