Associazione New Dreams

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New Dreams: Il Picnic. Una giornata tutta da raccontare e a tratti una vera "Odissea".

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alt scritto da Donato Liotto - Tante volte, ci acchiappa una frenesia nei momenti di caldo torrido insostenibile, una voglia di evadere, scappare dalle mura domestiche e cercare un posticino al fresco, diventa il nostro unico scopo di vita. Esageriamo? Leggete e poi vedrete!Dunque, cercare un posto tranquillo, dove potersi rigenerare e, magari passare anche qualche oretta in compagnia oltre che stare al fresco. Il cervello “bolle”, il sudore “gronda” e bisogna inventarsi qualcosa? Ed ecco la grande idea? Un Picnic in montagna! La sera prima, bisogna opportunamente organizzarsi: Stabilire la meta, la sveglia per la partenza, chi viene, chi cucina, soprattutto cosa cucinare, e cosa comprare.? Fatto! Le “donne” sono sempre precise e, in men che non si dica, hanno realizzato e organizzato tutto (sembra all’apparenza?) e sono già pronte. I maschi, a loro il compito di prendere la “carovana” caricare le auto, pacchi, contro pacchi, porta bagagli, carrelli trainanti ( di quelli che si usano per le vacanze di un mese) qualcuno si porta anche qualche coniglio e qualche pollo, rigorosamente vivi! “ l’ Accerimme (ammazziamo) n’copp ò post!” meno male ( ci vien da dire) la salsiccia era già belle è pronta, altrimenti diventava complicato portarsi un maiale vivo appresso. 5,30 del mattino, tutti giù per terra. Non è un gioco, tutti giù dal letto, si parte. Ma dove si va in Sicilia? Adunata della combriccola, sembrano zombi, occhi cerchiati da solchi “parene zombi” e chine è suonne!- “Allora avete deciso dove dobbiamo andare a fare stò picnic? ” – esclama qualcuno. Tutti a guardarsi e a fare la parte degli “indifferenti”. - “Io non so, ha deciso, Pasquale? ”- “Ma quanne maje? ”- (risponde Pasquale)- “ Nicola sapeva dove dovevamo andare? ” (si difende Nicola)”- “Io avevo una mezza idea, ma non mi ricordo l’altra metà? Tenghe troppo suonne e nun c’hà faccje a penzà! ” - allora, decidono le donne con le ultime parole famosi - “ Perché non andiamo in quel posto dove 15 anni fa ci portò quell’amico del cugino di mia zia? ”- alt Quindici anni fa, si parla di preistoria? E tutti in coro” Si si, andiamo là!”- “Andiamo la, ma Addò?” - Si parte, trascorse le prime tre ore di viaggio, si giunge a una metà che, meta non è. Ci si ferma, è giusto fare il punto della situazione! Il posto è bello, ma bisognava prenotare, allora si riparte , altre tre ore di viaggio e siamo alle 12.00 di mattina, finalmente, si trova un posto “adeguato”, un’area di montagna attrezzata con tavoli, sedie, bar, azz, ci sono pure i bagni! L’euforia è alle stelle! Primo obiettivo - “O cess addò stà?! Le donne nei bagni biologici, gli uomini “come natura crea,” s’arrangene. Nel frattempo è tutto pronto: Accensione della brace, 2 ore. Preparazione della pasta un’ora e mezza. Nel frattempo le donne tornano dai bagni con sacchetti da vomito in mano, gentilmente offerti dai gestori della “location”. Se entri in quei bagni, lascia ogni speranza di poterne uscire vivo, dal fetore, non si respira, una cosa nauseabonda. In pratica, conviene entrare a occhi chiusi e, in “apnea” senza respirare per tutto il tempo dell’atto defecatorio o urinario..per fare rima diciamo cosi! Conclusione: a fine giornata, stanchi ma felici. Meglio qui che in città. Ovviamente per la prossima volta, o ci si organizza per davvero, oppure è meglio prendere direttamente la direzione delle Alpi, visto le centinaia di chilometri percorsi (eravamo a 30 chilometri da Napoli) sicuramente ci si arriva prima…alle Alpi. La cosa che conta è, stare in compagnia e fare attenzione a dove andare e alle “fregature”. Buon Picnic a tutti!


 




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