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ANNO SCOLASTICO FINITO MA..CARA MAESTRA QUANTO MI COSTI?

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alt PUBBLICATO IL 10 GIUGNO ANCHE SU NERO SU BIANCO QUINDICINALE DI CULTURA VARIA DI AVERSA E AGRO SCRITTO DA DONATO LIOTTO - Anno scolastico in dirittura d’arrivo. Le nostre “esagerazioni” qualche sorriso per cercare di capire o immaginare cosa dicono le mamme e i papà dei nostri figli. “Sottà scola che si dice?” Le scuole, ormai, volgono al termine, anche quest’anno scolastico è finito.Le maestre i maestri, chiaramente esausti ma soddisfatti, si accingono anche loro, a godersi un po’ di pausa e meritato riposo. I genitori, poi, almeno quelli dei bimbi degli asili o, delle scuole elementari, non stanno “pure loro” nella pelle, durante l’anno scolastico hanno fatto chilometri andando avanti e indietro ad accompagnare i propri figli a scuola, ( in compenso, nell’attesa che, questi uscissero dalla scuola, a fine lezione, tante mamme e papà si sono conosciuti, sono nate nuove amicizie, tanti discorsi “sotto la scuola”) Bene, noi, vorremmo, con ironia adesso, provare a immaginare cosa si dice “sotto la scuola”, seguiteci e, magari, comprenderete . Le mamme, ogni riferimento è “puramente casuale”, la loro preoccupazione a fine anno scolastico: quella di fare una ‘bella figura’ con la maestra del figlio e..con le amiche. Perciò “ fanne a chi mette a coppe” (mettersi in mostra con esagerazione) Proviamo a immaginarlo - “ Ma comme..”- esclama una “Signora”, una mamma, rivolta a tutte le altre mamme in attesa che, escano i figli davanti ad una scuola - “ Io e altre dieci amiche mie (altre mamme) avimma (abbiamo) prenotato un ristorante per festeggiare la maestra, poi, avimma già deciso di fargli pure un bel regalo, ora che sapete questa cosa, dovete contribuire tutte, altrimenti facite na’ figure e merda” - Le altre mamme, prese alla sprovvista e senza essere avvisate, nei dei costi, e ne dei contenuti, di tale iniziativa, fanno fatica a capire ma si adeguano e, senza ribellarsi, aspettando che almeno qualcuna proferisca obiezione o, qualche parola, ciò, per timore di apparire come le “rovina feste” o sembrare “tirchie”. Ma ecco che, seminascosta dal folto gruppo, si sente una “voce” e parte una domanda, il tono è quasi “ossequioso” ascoltiamo - “ Scusate, ma giusto pè sapè? Dobbiamo portare la maestra al ristorante, poi dobbiamo pure farle il regalo, ma non vi sembra un tantino esagerato? Alla fine, questa è la maestra dell’asilo, i nostri figli allora quando andranno alle superiori, alle maestre, che c’havimma fa’ una barca a mare?” - La proponente a questo punto, vale a dire la “signora che tutte sape” cioè l’organizzatrice, insomma avite capite, “ A Frusciajola” inorridita, riprende la parola- “ Senti signora bella,”- con tono saccente, continua- “ tu, non preoccuparti, se alcune di voi, siete impegnate e, non potete venire, cacciate i soldi, dovete comunque partecipare, non potete tirarvi indietro, se no, che figura ci fate? E poi, è tutto deciso, dobbiamo fare cinquanta euro a testa ” – Ecco la risposta voce decisa e marcata..praticamente: N’cazzata nera! – “Cosicchè, caccio i soldi e se non vengo nun ve ne fotte proprio? Il ristorante, 50 euro ciascuno, poi il regalo. Ma cherè..la maestra si deve sposare? Io tengo a mio marito a spasso, senza fatiche, da sei mesi, ci sta una crisi che, a malapena riuscimme a mettere il piatto in tavola, e voi, pensate a queste cose effimere e senza senso? Anzi, l’aggià ricere proprio: A stì strunzate! Belle signore, aprite gli occhi, le cose effimere, mettetele da parte, pensate concretamente a cosa fare e, soprattutto, risparmiando. Ora, potete pure parlarmi dietro , a me nun me ne fotte proprie ! Vado a casa , sperando di trovare qualcosa nel frigo da mettere a tavola!”


 




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