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Pasqua, cambio di stagione, Casatiello, gite fuori porta. Ma la natura ha detto: Basta mò!

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alt Pubblicato anche su Nero su Bianco il 29 aprile 2012 scritto da donato Liotto - Prima di Pasqua e, vogliamo precisare, per tutto il mese di marzo la primavera, anzi, in taluni giorni, sembrava estate. Tutte le signore, le mamme e le mogli, impegnate a togliere dagli armadi e dai guardaroba i panni invernali e a sostituirli con abiti leggeri primaverili. Finalmente, si poteva uscire fuori a mezzemaniche, tutti a sfoggiare capi di abbigliamento leggerini, per strada, una moltitudine di colori variopinti, ovunque ti giravi, l’occhio cadeva sulla signora in minigonna e toppino , la bellezza di certe donne finalmente, veniva mostrata grazie al sole primaverile. Una gioia per gli occhi, “nun sapive addò aviva guardà?” Sembrava di stare a delle sfilate di moda a cielo aperto, non solo le donne, anche gli uomini per la verità, facevano sfoggio dei loro capi di abbigliamento “all’ultimo grido”. Personaggi vestiti con “Grif firmate” roba da centinaia di euro, (alla faccia della crisi economica) e chi non poteva permetterselo, le firme sui capi, erano taroccate. Ovviamente, c’era chi vestiva “Dolce e Gabbana” e chi “Armani”, oppure “Rocco Barocco” mentre i “poverini” per tentare di stare al “passo” li vedevi con abiti “fac- simile” agli originali, se poi, aguzzavi la vista, il marchio era ben chiaro : “ Sò Dolce..ma nun sò Gabbana” oppure leggevi “Armani? No..Armando”! “ Rocco ma so’ Tarocco” E poi dicono che, “ l’abito non fa il monaco” , ma chi l’hà ritte stà strunzata? Insomma, per le strade cittadine, prima di pasqua c’era di che distrarsi. Poi a Pasqua, quelli che potevano “ I Griffati” (Armani e Dolce e Gabbana) avevano prenotato da tempo viaggi verso mete esotiche o in montagna, a S. Moritz, alle Baleari altri , quelli che non potevano (Sò Dolce..ma nun sò Gabbana, o Armani? No, So’ Armando) hanno aspettato il giorno della pasquetta per lanciarsi in viaggi all’ultimo minuto, destinazione “A Madonna e M’Briano”, l’agriturismo a Presenzano, oppure il picnic in campagna…adderete (dietro) all’ippodromo..zona Cappuccini. Tapini, poverini, il giorno di pasquetta, gli è piovuto addosso un temporale esagerato, neve e grandine, nù viente fridde, roba da polo, ovviamente Polo nord che, pure ò alt Casatiello ò Turtanielle si è arritirate esclamando -“Vuje site scieme, io rimango a casa chi se move”. Nel frattempo, tutti si erano vestiti con abiti primaverili, e tutti, sono di fretta rientrati a casa e, alle mogli e alle mamme a chiedere –“fa ambressa, damme nù cappotte, nà sciarpa, nà maglje lana” – Queste ultime, avevano ovviamente, già riposto nelle soffitte, negli armadi, nei guardaroba, gli abiti invernali, invece, “guarda che roba?” bisogna riprendere tutto e metterselo addosso. Qualcuno aveva il pantalone estivo, speranzoso, si è messo solo il giubbotto invernale, povero illuso, tutto quello che c’è a partire dai piedi, fino a ovviamente a quello che c’è in mezzo alle gambe “S’è arritirate” (si è ritirato). La primavera solo avvistata a marzo, pure lei, dispersa, manco a “Chi l’hà visto” sono riusciti a localizzarla. Queste sono le pazzie del “tempo” ma le vere pazzie, sentite a me, sono quelle che facciamo noi, la natura si è vendicata, il ciclo delle stagioni è sballato, e questo, grazie a noi che, contribuiamo a rovinare la nostra amata terra, inquinandola all’invero simile. A Pasqua il turtaniello, davvero ci è rimasto sullo stomaco.


 




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