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Crisi economica. Le banche cosa fanno, aiutano le famiglie e le aziende in difficoltà ?

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alt Pubblicato il 19 febbraio su Nero su Bianco quindicinale di cultura varia, scritto da Donato Liotto - E siamo qui, anche noi, a parlare della grave crisi economica che, ha colpito il nostro Paese. Intanto, vogliamo mirare la nostra attenzione, partendo dalla nostra realtà, rappresentata da un territorio qual’ è Aversa e l’Agro Aversano, dove molti imprenditori, famiglie e, persone di ogni ceto arrancano. Tante piccole aziende del nostro territorio, stanno affrontando questo periodo cupo, le difficoltà sono molteplici, loro c’è la mettono tutta per cercare di arrivare a fine mese, pagare gli stipendi agli operai e uscire almeno a “pareggio” con le spese ogni fine mese. Basta che si va avanti e, si riesca a portare a casa il minimo per la sopravvivenza. Molti di questi “piccoli imprenditori” hanno già chiuso i battenti, molti ancora, con coraggio, stanno combattendo contro una crisi che, attanaglia e stringe alla gola, prima che il “nodo” stringa ancor di più, queste persone, hanno dato fondo a tutte le loro energie, sostanze e finanze, con dignità e silenzio . In questo gioco al massacro, è cosa normale, per chi ora è in difficoltà, rivolgersi alla propria Banca e chiedere aiuto. La banca, ultimo spiraglio, ultima speranza, per evitare la chiusura della propria azienda, o quantomeno rischiare di trovarsi invischiati in situazioni senza ritorno.Recarsi nella propria Banca è cosa normale, (dovrebbe essere così) ci sono molti che, hanno rapporti ultra decennali con il proprio Istituto Bancario, rapporti consolidati, dove in tanti anni, ciascuno ha dato dimostrazione della propria affidabilità. Ma, purtroppo, non sempre è così, in molti Istituti, appena ti siedi davanti al Funzionario di turno, e inizi a spiegare le tue ragioni, e le motivazioni che, ti hanno spinto a chiedere aiuto, ecco che , la tua dignità, viene messa sotto i piedi. Per un prestito, devi avere ampie garanzie, immobili, entrate certificate e tanto ancora, per un fido, manco a parlarne, inoltre, a garanzia di questo, ti viene chiesto di vincolare somme che non hai, ma che magari, sono anch’esse finanziate e che, restano a garanzia per tutta la durata dei finanziamenti. Firme di avallo, anche se di genitori “ultra ottantenni”, fa nulla, tutto fa brodo! Basta che, abbiano pensioni e titoli di proprietà, - “si morene..c’è pigliamme a casa! ”. Per chi deve comprare una casa poi, per un mutuo, basta andare a vedere gli “Spread” attuali e, ci rendiamo conto che, hanno superato il 3 %. Ovviamente, ti vien da dire -“Scusate direttò..ma io, sono correntista da trent’anni, mi conoscete, non ho mai creato problemi, ora che ho bisogno di Voi , di avere un’aiuto, mi trattate con sufficienza e con distacco, quando invece, portavo i miei soldi e, tutto andava bene, mi mettevate il tappeto rosso a terra?” – Noi, pensiamo che, molti si pongano davvero questa domanda, anche se, crediamo che, in tante Banche del nostro territorio, ci siano Funzionari che, al posto del cuore, non abbiano un “reddittometro” o una “calcolatrice, , ma piuttosto un cuore, per l’appunto. Si sa che, nelle banche, come nella vita, contano solo i numeri, le persone non contano. Noi, ci auguriamo che, si considerino questi aspetti, che si tenga conto delle difficoltà rappresentate da questo momento di crisi, ma che soprattutto, in ogni banca, non venga calpestata la dignità delle persone in difficoltà e che, venga dato loro un valido aiuto, una mano concreta. Aiutarli a sopravvivere e, a credere nella loro operosità, dando fiducia a queste persone, alla loro storia aziendale e umana, si contribuisce, a non far morire del tutto, decine di aziende che, con impegno e sacrificio, hanno costruito tanto e che, per poco, rischiano di perdere tutto.


 




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