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“O’ strunzo altolocato”

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alt alt Pubblicato anche su Nero su Bianco il 5 febbraio 2012 scritto da Donato Liotto - “Solo, abbandonato, ai bordi di un marciapiede, ero al caldo e, ora son qui, a rinsecchirmi, ora fa freddo. L’acqua piovana, mi sfiora, meno male, piove poco, devo resistere ancora un poco e, raggiungerò il mio scopo. Ero bello, aitante, avevo figura da spavaldo, se qualcuno da lontano mi vedeva, mentre si avvicinava, io speravo che non mi notasse, facevo il distratto, lui, avanzava, con grazia alzava i piedi, teneva belle scarpe, erano nuove ma, all’ultimo secondo mi evitava, mi aveva visto, che peccato! Ero frische, teneve nù culore sgargiante, marrone misto a nero, con qualche macchiolina bianca che, usciva fuori qua e la, si intravedeva pure qualche fogliolina di lattuga, mi abbelliva, ero naturale. Maledetto destino che, ha voluto che facessi questa fine, la gente mi disprezza, quando mi passa accanto storce il naso, qualcuno si ferma, mi guarda, ed esclama : “che schifo, che vergogna”. - Già, pure questo debbo tollerare, son passati pochi giorni, mi son ristretto, son più piccolo, mi sono pure abbassato di qualche millimetro, la speranza è sempre quella: Un piede, una scarpa che mi arrivi addosso, questa è la mia aspirazione, per questo mi hanno lasciato qua! La mia cima, si erge maestosa. L’orgoglio mio dove finito? Ho appena esclamato questa ultima frase, ed ecco che, un piede, mamma quant’è gruosso, sarà nù quarantacinque? Mi ha beccato in pieno. Nu rumore sinistro, echeggia nell’aria, a fore (dall’esterno) ero sicche sicche , mi ero camuffato, mimetizzato e, ha funzionato finalmente. Dentro, invece, avevo ancora tanto ardore. Mi spappola e, mi diffonde lungo il marciapiede. Gaudio, gioia, per quel culo di cane che, mi ha lasciato qua, merito e onore però va tutto al padrone del cane che, là fatte cacà ! Io, so nu strunzo, na merda secca, ma so strunzo altolocato, nato con uno scopo, una missione, sporcare i marciapiedi della città ! La mia fine, rappresenta un nuovo inizio, finire sotto la suola è nù “strunzo” che, non si è accorgesse di me. Domani però, rinascerò, grazie al cane che mi ha partorito, ma soprattutto, grazie a chillù strunzo del suo padrone che, nun zè ne fotte proprio, e ogni giorno, lo fa passare di qua. Mò verite vuje chì è cchjù strunze, io, o cane, oppure ò signore altolocate, “ò padrone del cane”? Che dire di più? Chiste, overe, so discorsi e merda, dedichiamoli allora, a chesta gente è merda, che del vivere civile, ne fanno davvero una chimera!"


 




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